ORVIETO - "Istituto di Istruzione Artistica e Classica"

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Francesco Guicciardini commenta le scoperte geografiche

 

            Guicciardini, storico fiorentino del 500, nella sua “Storia d’Italia” affronta il tema delle scoperte geografiche mettendo in luce il rapporto creatosi tra conquistatori e indigeni, i primi interessati principalmente all’importazione di oro e argento, mentre i secondi incapaci di difendersi dalla politica espansionistica di questi.

            Lo storico nei primi anni del XVI secolo scrisse che “la più meravigliosa navigazione” è stata quella degli spagnoli cominciata nell’anno 1492 grazie al genovese Cristoforo Colombo, che chiese e ottenne dai Re di Spagna gli strumenti necessari che gli permisero di navigare verso occidente e, dopo 33 giorni, giunse sulle spiagge di alcune isole, la cui esistenza era ignota a tutti.          Isole felici non solo per la loro posizione geografica, per la fertilità della terra e per l’abbondanza di oro e argento, ma anche per le condizioni di vita degli abitanti, che non erano tormentati né da avarizia né tanto meno da ambizione; infelici, d’altra parte, perché non possedevano né una religione né un’abilità artigiana né, soprattutto, l’arte della guerra: erano come degli animali mansueti che potevano facilmente diventare preda di chiunque li assaliva. Queste genti erano codarde e facili da essere depredate; ciò spingeva gli spagnoli ad occupare le terre da loro abitate sia perché facili da conquistare, sia perché erano sedotti dall’oro, che, in quei luoghi, abbondava. I nuovi paesi erano così estesi che non potevano essere paragonati alle terre più grandi che gli uomini di quel tempo conoscevano. Qui gli spagnoli si stabilirono con nuove genti e nuove navigazioni, portando in Spagna quantità infinite di oro e di argento comprandole dagli indigeni in cambio di oggetti insignificanti, oppure rubando quelle accumulate dalla popolazione del luogo.            Molti navigavano alla volta del Nuovo Mondo privatamente, o con il permesso del re o a spese proprie, ma cedendo sempre la quinta parte di ciò di cui entravano in possesso alla corona.

Guicciardini mise in evidenza i fatti e propose soluzioni che vennero discusse nei secoli successivi e spesso risultarono assurde, come, ad esempio:

-         Il merito di una scoperta così meravigliosa era da attribuire agli spagnoli e a Colombo che era italiano e aveva studiato con precisione certi eventi, e seppe trarne conclusioni e profitto.

-         Un merito ancora più grande avrebbero avuto spagnoli e portoghesi se il loro principale scopo non fosse stato quello dell’avidità dell’oro e di altre ricchezze.

            In realtà gli spagnoli non trovarono tanto oro come credevano, l’ossessione di questo,  però, era a tal punto forte che tutti speravano di trovarne in grande quantità. Colombo stesso faceva il possibile per rassicurare i Re di Spagna che l’oro era quasi a portata di mano, bisognava solamente ottenerlo con un certo sforzo, “allungando la mano”,e per tranquillizzarli prometteva loro continuamente che presto l’avrebbero ottenuto e più l’oro era scarso e più cercava di distrarli con descrizioni di una natura paradisiaca.