ORVIETO - "Istituto di Istruzione Artistica e Classica"

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 LA SALINA DI TARQUINIA

             “La Riserva Naturale di Popolamento Animale”, istituita nel 1980 è situata a Tarquinia Lido in località “Saline”. Il territorio dell’area protetta è esteso per circa 170 ettari e presenta un ambiente di notevole interesse scientifico e naturalistico per la particolare vegetazione che comprende specie molto rare e per la fauna presente.

            Le Saline hanno sempre svolto, nella cultura e nella politica del territorio, un ruolo primario. Le vicende del complesso manifatturiero hanno inizio tra la fine del secolo XVII e gli inizi del XIX, quando Pio VI, nel 1802 affidò a Giuseppe Lipari l’incarico di creare una salina, la cui produzione avrebbe dovuto sopperire al fabbisogno di Roma e dei centri del versante tirrenico, a seguito della dismissione delle Saline di Ostia.

            La realizzazione incontrò subito delle difficoltà: gli abitanti della città, preoccupati che l’impianto avrebbe potuto procurare insalubrità dell’aria, indussero il Papa a rivolgersi  al Tribunale Supremo della Consulta, il cui parere rassicurò i cittadini. Pertanto vennero ripresi i lavori di costruzione, portati a termine nel 1805.L’impianto è costituito da cinquanta vasche la cui profondità progressiva facilita l’evaporazione dell’acqua di mare e la successiva creazione dei cristalli di sale.

            Dopo l’Unità d’Italia l’impianto, in cui l’estrazione del sale era affidata alla manodopera dei forzati, ebbe un incremento produttivo. Lo stabilimento fu ampliato e migliorato, con la creazione di nuove vasche.

            L’ambiente delle saline, caratterizzato da una forte salinità dei suoli e delle acque, ospita un numero di specie vegetali ed animali relativamente minore di altri ambienti, data la sua particolarità.

            Nelle acque, in cui la salinità talvolta è superiore nettamente a quella del mare, prospera, ad esempio, un’alga dal colore rosato, la Dunaliella Salina. La presenza di elevate quantità di sali minerali nell’acqua e nel suolo crea una forte aridità chimica più che climatica, che consente la vita solo ad alcune specie vegetali, dette alofite, cioè piante viventi in suoli salini. Sebbene si tratti di un ambiente salmastro, la riserva si presenta come un’area umida di grande valore naturalistico.