VERONA - ISTITUTO d'ARTE "N. NANI"

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Informazioni storiche

Popolazioni sconosciute, risalendo il corso di questo fiume, erano penetrate nel cuore delle Alpi e vi si erano stabilite. Questi antichi abitanti, i Reti, vennero sottomessi dalla conquista romana e poco alla volta della loro civiltà e della loro lingua non rimase più traccia.

Dai pochi reperti ritrovati sembrano evidenti rapporti con civiltà orientali con indubbie radici semitiche e ipotesi di una componente fenicia.

Tra i motivi che li spinsero a stabilirsi in questa sperduta regione, certo il clima fu un motivo determinante: estrema povertà di piogge e clima particolarmente mite, un vero regalo dell’Adige a questa terra.

Risalendo alle popolazioni alto atesine del primo medioevo riscontriamo che il loro rapporto con il fiume è talmente vincolante da considerarlo fonte di poteri soprannaturali come elemento purificante delle colpe. Forse per assimilazione con il battezzo cristiano, rito che –secondo la religione cattolica- toglie il peccato, avevano situato i loro tribunali nei pressi del fiume al fine di utilizzarlo con comodità per le immersioni dei colpevoli e liberarli dalla colpa. I signori locali infatti amministravano la giustizia infliggendo la pena dell’immersione a seconda del crimine commesso: ai maschi anche bagni ripetuti e prolungati, alle donne invece era riservata la pena più dura: l’immersione nelle gelide acque dell’Adige fino all’affogamento.

A Trento sull’antico ponte di S. Lorenzo, unico ponte sull’Adige di tutto il trentino, fino al secolo scorso (1800) era prevista LA TONCA (dal tedesco TUNKEN= IMMERGERE) per purificare il condannato. Il colpevole, anche per piccoli reati, veniva chiuso in una gabbia metallica, appeso al ponte “toncato” diverse volte nelle acque del fiume, sia in estate che in inverno, a seconda della gravità delle colpe.

Scendendo con la corrente dell’Adige si giunge alla chiusa di Ceraino dove è importante ricordare che in quella magnifica gola stretta e scoscesa, ultima barriera con la pianura padana, gli antichi sembra abbiano estratto e trasportato nella nostra città parte delle pietre necessarie per la costruzione dell’ARENA, facilitando con tale operazione anche il decorso delle acque.

L’Adige era anche punto di riferimento delle popolazione limitrofe e delle valli circostanti, elemento centrale del paesaggio, ma anche minaccia incombente.

Molti furono i tentativi per domarlo, ma spesso venivano in parte annullati dalla sua prepotenza come nei casi delle piene.

Infatti a Bolzano e a Verona e fino alla foce dell’Adige fu per parecchi secoli navigabile, contribuendo allo sviluppo delle città situate sulle sponde essendo stata per molto tempo la via più economica per il trasporto delle merci.